19/06/2009
Ma la bocciatura va giudicata in termini finanziari?
Leggiamo su Repubblica del 17 giugno 2009 un articolo dedicato alla scuola e, in modo particolare, al dovizioso ricorso alla bocciatura che ha caratterizzato questa fine di anno scolastico. L'autore conclude:"Basta trasformare in euro i numeri dell'insuccesso scolastico per comprendere la gravità della situazione. I 372 mila bocciati e i 28 mila non ammessi alla maturità consegnano all'anno scolastico, ormai agli sgoccioli, 400 mila insuccessi. Cui andrebbero aggiunti i ritirati e coloro che si sono iscritti ma che non hanno mai frequentato. Quattrocento mila ragazzi che con tutta probabilità rifrequenteranno la scuola statale stazionando in classe almeno un anno in più. E siccome il costo di uno studente della scuola superiore supera i 7 mila e 600 euro l'anno, va da sé che l'insuccesso scolastico grava sulle casse dello stato per 3 miliardi di euro, con un incremento nel solo 2008/2009 di 300 milioni".
Non è giusto valutare il numero di bocciature, prescindendo dall'aspetto pedagogico, solo mediante considerazioni di carattere finanziario. Queste forme di aziendalismo d'accatto applicato alla scuola non possono fare altro che avvilire la funzione del docente. Continuando ad additare gli insegnanti come i responsabili delle mancate conoscenze dei propri allievi sono riusciti ad ottenere la promozione facile e l'ignoranza degli studenti. Ora che torna la possibilità di applicare un briciolo di giusta severità, vogliamo accusarli di sperperare le risorse dello Stato? Lo stesso stesso problema è già stato posto in Germania l'anno scorso. Vogliamo ridurci a promuovere tutti solo per non spendere?
15:03
Scritto da : scuola2000
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Commenti
E siccome il costo di uno studente della scuola superiore supera i 7 mila e 600 euro l'anno, va da sé che...
Ogni somaro costa al contribuente un sacco di soldi!! Con questa fortissima crisi economica la festa è finita!
Scritto da : Antonello | 21/06/2009
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