30/09/2009
Buoni propositi
Il ministro Gelmini, ospite a Mattino Cinque, ha affermato che il governo vuole ribadire la "funzione educativa" della scuola e che "un ritorno alla serieta' e al rigore e' un atto dovuto". Stamo aspettando di vedere quali strumenti verranno dati agli insegnanti per mettere in pratica questi principi. Sradichiamo l'aziendalismo, evitiamo il buonismo, aboliamo le customer satisfaction degli allievi, evitiamo di farci annichilire il cervello dalla falsa pedagogia, eliminiamo l'assurda programmazione per competenze: tutto il resto (dalla lavagna interattiva alle novità informatiche) è secondario rispetto allo studio vero e non potrà mai sostituirlo.
20:15
Scritto da : scuola2000
in severità | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: scuola | OKNOtizie |
Facebook
26/09/2009
Il Preside di Napoli non cede
A parte l'equiparazione di docenti e allievi nella circolare sull'abbigliamento, che meriterebbe una modifica (per il fatto che agli insegnanti ci si dovrebbe rivolgere in altri modi per rispetto al ruolo che svolgono all'interno della scuola), il Preside del Liceo Umberto di Napoli sta svolgendo un giusto lavoro. E tiene duro, nonostante il fatto che gli allievi siano pronti a convocare assemblee di protesta. Ha ragione: quello che succedeva nella scuola napoletana (come riporta Repubblica) non era più tollerabile. Alunni che entravano e uscivano a loro piacimento, anche per recarsi al bar; ritardi a non finire; abbigliamenti succinti degni più di un Grande Fratello che di un istituto scolastico. Questa è la situazione che il Preside si è trovato di fronte. Dice il dirigente: "Ma dove s´è visto mai che gli studenti entrano ed escono a loro piacimento? Qui anche i ritardi sono nel mirino: se ne possono fare 3 a quadrimestre, con giustifica, poi scatta l´accompagnamento da parte dei genitori, anche per i maggiorenni. Ed i successivi eventuali ritardi peseranno sul voto in condotta. Una valutazione, questa relativa alla condotta, per la quale stiamo preparando una griglia precisa». Le assenze? I genitori ne saranno informati per e-mail".
Alcuni giornali hanno citato la vicenda solo per bollare il fatto come "la crociata contro gli abiti succinti". Ma la situazione era più grave. E il Preside bene ha fatto ad instaurare un livello maggiore di severità e di decoro. Dopo tutto in molti non hanno ancora compreso che la scuola non è una discoteca e il nostro compito di insegnanti è anche quello di impedire che i ragazzi credano che tutto il mondo sia una grande casa del grande fratello.
17:14
Scritto da : scuola2000
in opinioni | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: scuola | OKNOtizie |
Facebook
24/09/2009
L'abito a scuola
Avremmo applaudito l'intervento di un preside napoletano se, nella sua crociata per un abbigliamento decoroso a scuola, il dirigente non avesse fatto di tutte le erbe un fascio. Dice il preside in un'intervista a Repubblica: "...chiedo solo il rispetto delle regole da alunni e insegnanti, cosa che chiama in causa anche un abbigliamento decoroso". E aggiunge: ""Una mattina ho incontrato un alunno con la biancheria intima in bella mostra, altri con le infradito e i pinocchietti, anche un'insegnante parecchio scollacciata".
Ma cosa lo ha spinto a mischiare nella stessa circolare allievi e insegnanti? Il problema dell'abbigliamento, generalmente, riguarda solo gli alunni di tutte le nostre scuole. E tutti siamo concordi che un liberismo assoluto sul come vestirsi a scuola non va bene. Ma dobbiamo ricordare che il problema, nel 99,9% dei casi, non riguarda nè riguarderà mai un insegnante. Riteniamo anche che se le vesti scollate di una collega si scontrano con il buon gusto il preside dovrebbe avere la compiacenza di parlare a quattr'occhi con l'interessata, cercando di non coinvolgere in una circolare "urbis et orbis" sia i docenti che gli allievi.
Questa mania di evitare di rivolgersi esclusivamente agli alunni deriva, principalmente, dai dettami del nuovo aziendalismo scolastico che equipara l'insegnante ad un commesso che deve compiacere i desideri dell'allievo / cliente. E' giusto che le regole generali siano rispettate da tutti (il fumo, ...), ma è anche giusto che la circolare sull'abbigliamento scolastico debba riguardare i principali "indagati", ossia gli allievi. Tra adulti le (assai poche) situazioni problematiche si risolvono in altro modo.
20:37
Scritto da : scuola2000
in opinioni | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: scuola | OKNOtizie |
Facebook
15/09/2009
Il discorso di Obama agli studenti americani
Il Presidente Obama non si smentisce: quando parla è incisivo, serio e concreto. Nel discorso pronunciato in occasione dell'apertura dell'anno scolastico ha detto agli studenti americani: "Alla fine, possiamo avere gli insegnanti più impegnati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo ma non servirà a niente se tutti voi non fate il vostro dovere", insiste il presidente, che conclude: "Sto lavorando duro per sistemare le vostre classi e fornirvi i libri, equipaggiamenti e computer di cui avete bisogno, ma anche voi dovete fare la vostra parte".
Bravo Presidente! Finalmente qualcuno afferma che la scuola diventa seria solo quando gli studenti fanno il loro dovere. Purtroppo qui in Italia stiamo permettendo alla pedagogia buonista e all'aziendalismo (che cerca di fare suoi i proclami pedagogici per scopi meramente economici) di avere la meglio. Faccio un appello ai nostri politici e ai dirigenti scolastici perchè guardino anche loro, come ha fatto Obama, in faccia alla realtà: non è con false ideologie pedagogiche (l'istruzione come gioco, la competenza al posto della conoscenza) o pseudo aziendalistiche (l'allievo - cliente) che si può migliorare la nostra scuola, ma solo attraverso uno sforzo comune di docenti e allievi in modo tale che i primi non vedano i loro sforzi frustrati e i secondi possano seriamente apprendere le nozioni che consentiranno loro di raggiungere qualcosa nella vita.
19:01
Scritto da : scuola2000
in opinioni | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: scuola | OKNOtizie |
Facebook
01/09/2009
Come NON si riforma la scuola
In occasione del prossimo ritorno sui banchi, vogliamo riprendere in mano il problema della discesa della scuola nel baratro dell'ignoranza. Secondo Giorgio Israel i presunti esperti - burocrati e alcune scuole di pedagogia e didattica si aggrappano attorno a una serie di slogan del tipo "meglio una testa ben fatta che una testa piena, primato della metodologia sui contenuti, valorizzare le competenze rispetto alle conoscenze, visione “olistica” della cultura e dissoluzione della divisione disciplinare, garanzia del successo formativo, autoapprendimento, e via dicendo" per tentare di distruggere quel poco che rimane della scuola. Ha pienamente ragione e, purtroppo, il problema non è solo italiano.
E' proprio il concetto di competenza a riempire la bocca di questi pseudo-esperti, per i quali dovrebbe esistere una scuola ideale fatta di insegnanti/automi e di allievi perfetti. L'acquisizione di competenze contrapposta al nozionismo della scuola tradizionale: chissà come mai, quando gli allievi delle superiori approdano all'Università, dimostrano di non conoscere i più basilari concetti di grammatica, sintassi e matematica! I pedagogisti facciano un esame di coscienza.
19:03
Scritto da : scuola2000
in opinioni | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| Tag: scuola | OKNOtizie |
Facebook

