30/10/2009

Combattere il bullismo

Il Giornale riprende il caso del preside di Alba che ha inflitto una punizione umiliante ai bulli che molestavano un disabile, facendo loro provare la stessa vergogna che volevano far subire al compagno. Dice il quotidiano: "Il fatto che proprio il direttore di una scuola ricorra a un gesto classico della tradizione della violenza, sottoponendovi due ragazzi che intendeva punire proprio perché avevano fatto la stessa cosa, calando in pantaloni a un compagno disabile, dimostra quanto la violenza verso la persona, verso l'altro, stia contagiando un po’ tutti, compresi quelli che dovrebbero denunciarla ed evitarla: insegnanti, e tutori dell'ordine e della legge compresi".

E' forse, diciamo noi, uno degli effetti del buonismo che ha imperato negli scorsi anni (e che ancora oggi fa danni): il progressivo ridursi degli strumenti di disciplina "giusta" ha fatto nascere queste forme di giustizia "fai da te".

Anche Il Giornale è d'accordo con la nostra opinione, e dice " Non è certo facile, per gli educatori, reggere anche psicologicamente di fronte a questa marea di violenza che ha origini molteplici (...). La rinuncia ad ogni sanzione è probabilmente ancora più devastante che la ricerca della punizione giusta."

I bulli andavano espulsi dalla scuola ed inseriti in strutture sociali "ad hoc" con finalità di recupero. Certo, la scuola non può sobbarcarsi anche il gravoso compito della redenzione dei malvagi.

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