28/12/2011

Perchè l'insegnante è meglio del computer

Riprendono, dopo alcuni mesi, i post sul nostro blog. Vogliamo parlare oggi della nuova tendenza pedagogica che vuole sostituire gli insegnanti " in carne ed ossa" con strumenti tecnologici: computer, test elettronici, votazioni basate su algoritmi e via discorrendo, con l'inutile e fatua speranza che togliendo la "personalità" all'insegnamento e alla valutazione sia possibile perseguire l'obiettivo dell'oggettività.

Un paio di mesi fa è comparso su Repubblica un articolo sull'argomento, dal titolo "Elogio degli insegnanti - Perchè la tecnologia non può sostituirli", nel quale si afferma che " il nostro tempo favorisce l'assimilazione dell'insegnante ad un computer, ad un tecnico di un sapere senza corpo, totalmente disincarnato". Il Corriere della Sera, in un articolo dagli Stati Uniti, riporta dell'inarrestabile boom in America delle scuole senza classi, nelle quali un esercito di studenti trascorre "l'intero arco scolastico, dal kindergarten alla maturità, senza mai mettere piede in una classe, parlare con un compagno o giocare in una palestra. In Georgia una nuova app permette addirittura di seguire i corsi sull'iPhone".

I risultati di questa "spersonalizzazione dell'insegnamento" sono (ne eravamo certi) disastrosi. Riporta sempre il Corriere che " secondo uno studio del National Education Policy Center il 60% dei ciber-studenti è indietro in matematica rispetto ai loro coetanei delle scuole tradizionali e il 50% fatica nella lettura. Un terzo non si diploma in tempo; moltissimi si ritirano dopo solo pochi mesi dall'iscrizione". Un vero e proprio flop, insomma.

Come si dice nell'articolo di Repubblica: "Pensare di trasmettere il sapere senza passare dalla relazione con chi lo incarna è un´illusione perché non esiste una didattica se non entro una relazione umana. Coloro che vorrebbero ridurre il processo di apprendimento e di insegnamento alla trasmissione tecnologica e asettica di pratiche codificate cognitivamente e che ripongono la loro speranza nella definizione di un metodo efficiente di assimilazione e di organizzazione dei saperi, pretendono di cancellare l´intrusione del corpo nella relazione didattica e commettono un errore ossessivo in senso clinico". Non possiamo che essere d'accordo.

17:09 Scritto da: scuola2000 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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