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<title>La scuola del 2000</title>
<description>Il blog sulla scuola dalla parte dei docenti</description>
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<title>Abolire la certificazione delle competenze</title>
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<author>noreply@myblog.it (scuola2000)</author>
<category>opinioni</category>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 20:34:51 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Leggiamo su &quot;&lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/cultura/la_scuola_competenze_demenziali/15-11-2009/articolo-id=399175-page=1-comments=1&quot;&gt;Il Giornale&lt;/a&gt;&quot; un articolo di G. Israel sulle famigerate competenze. Dice il professore: &quot;L’unico consiglio che si potrebbe dare ai ministri Gelmini e (per la semplificazione) Calderoli è di avviare l’abrogazione secca delle disposizioni legislative sulla «certificazione delle competenze». Come non dargli ragione? Non essendo le competenze misurabili e non essendoci nemmeno in giro una definizione univoca di competenza, tanto vale lasciare alla vecchia pagella (che ha il sapore di scuola e non di azienda) il compito di riassumere l'esperienza scolastica dei nostri allievi.&lt;/p&gt;
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<title>Risposta ad Alberoni</title>
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<author>noreply@myblog.it (scuola2000)</author>
<category>opinioni</category>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:02:00 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ho letto sul &lt;a href=&quot;http://archiviostorico.corriere.it/2009/novembre/02/Studiare_date_scuola_capire_identita_co_8_091102013.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt; del 2 novembre un articolo di Francesco Alberoni che riguarda la scuola e sono d'accordo con lui quando dice che i pedagogi­sti hanno quasi distrutto le basi del pensiero razionale e i fondamenti del­la nostra civiltà, specialmente quando hanno cercato, qui a casa nostra, di scimmiottare le teorie provenienti dall'estero.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nell'articolo si parla, in modo particolare, di quella corrente che ha deciso di eliminare dalla scuola lo studio cronologico della storia, creando disordini mentali negli allievi e diffondendo eresie didattiche tra i docenti. Sono con Alberoni quando chiede al Ministro di mandare via i responsabili di queste teorie incomprensibili e dannose.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sono meno d'accordo con il sociologo quando afferma che la Gelmini dovrebbe imporre &quot;un corso di storia con le date e uno di grammatica italiana a tutti gli insegnan­ti&quot;. Perchè proprio ai docenti e perchè proprio a tutti? Ma sarà&amp;nbsp;vero che i professori (e non usiamo i casi limite per definire tutta la categoria) non conoscono più la storia e l'italiano?&lt;br /&gt; Gli allievi non sanno più la differenza tra Cesare e Napoleone non certo per colpa degli insegnanti. Quando certe teorie vengono imposte dall'alto ed utilizzate per valutare il tuo lavoro, chi te lo fa fare di insegnare ancora la storia col &quot;vecchio metodo&quot;? Chi vuole essere trattato come un povero retrogrado nostalgico della pedagogia ottocentesca?&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per favore, caro Alberoni, non infierisca più contro gli insegnanti. Stia dalla loro parte. E continui a chiedere al Ministro di non dare retta ai pedagogisti del nulla.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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<title>Combattere il bullismo</title>
<link>http://scuola2000.myblog.it/archive/2009/10/30/combattere-il-bullismo.html</link>
<author>noreply@myblog.it (scuola2000)</author>
<category>severità</category>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 17:47:00 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/alunni_mutande_punizione_il_vero_bullo_e_prof/29-10-2009/articolo-id=394656-page=0-comments=1&quot;&gt;Giornale&lt;/a&gt; riprende il caso del preside di Alba che ha inflitto una punizione umiliante ai bulli che molestavano un disabile, facendo loro provare la stessa vergogna che volevano far subire al compagno. Dice il quotidiano: &quot;&lt;em&gt;Il fatto che proprio il direttore di una scuola ricorra a un gesto classico della tradizione della violenza, sottoponendovi due ragazzi che intendeva punire proprio perché avevano fatto la stessa cosa, calando in pantaloni a un compagno disabile, dimostra quanto la violenza verso la persona, verso l'altro, stia contagiando un po’ tutti, compresi quelli che dovrebbero denunciarla ed evitarla: insegnanti, e tutori dell'ordine e della legge compresi&lt;/em&gt;&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E' forse, diciamo noi, uno degli effetti del buonismo che ha imperato negli scorsi anni (e che ancora oggi fa danni): il progressivo ridursi degli&amp;nbsp;strumenti di disciplina &quot;giusta&quot; ha fatto nascere queste forme di giustizia &quot;fai da te&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Anche Il Giornale è d'accordo con la nostra opinione, e dice &quot; Non è certo facile, per gli educatori, reggere anche psicologicamente di fronte a questa marea di violenza che ha origini molteplici (...). &lt;strong&gt;La rinuncia ad ogni sanzione è probabilmente ancora più devastante che la ricerca della punizione giusta.&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I bulli andavano espulsi dalla scuola ed inseriti in strutture sociali &quot;ad hoc&quot; con finalità di recupero. Certo, la scuola non può sobbarcarsi anche il gravoso compito della redenzione dei malvagi.&lt;/p&gt;
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<title>Una storia da meditare: rassegna stampa</title>
<link>http://scuola2000.myblog.it/archive/2009/10/28/una-storia-da-meditare-rassegna-stampa.html</link>
<author>noreply@myblog.it (scuola2000)</author>
<category>severità</category>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 21:00:41 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&quot;Restauriamo la dignità di presidi e insegnanti&quot;: questo uno dei commenti positivi alla &lt;a href=&quot;http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo464181.shtml&quot;&gt;vicenda del preside di Alba&lt;/a&gt; che ha costretto alcuni bulli a subire la pena del contrappasso (&lt;a href=&quot;http://www.cronacaqui.it/news-quando-ci-vuole-ci-vuole_28050.html&quot;&gt;Quando ci vuole ci vuole&lt;/a&gt;). Anche i commenti sul sito del TGCOM sono per il 90% a favore del dirigente scolastico.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La visione della storia cambia su &lt;a href=&quot;http://www.inviatospeciale.com/2009/10/bullo-punito-con-una-pena-da-bulli/&quot;&gt;L'inviatospeciale&lt;/a&gt;, che afferma &quot;Invece di espellere e denunciare i due ragazzi e dare l’esempio a tutti sulle conseguenze che producono i gesti di bullismo il dirigente scolastico ha deciso di ricorrere alla stessa logica, usando altrettanta violenza contro di loro. Forse qualcun altro dovrebbe andare a dirigere la scuola di Alba&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Chi ha commenti si faccia avanti.&lt;/p&gt;
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<title>Dove la pedagogia è inutile</title>
<link>http://scuola2000.myblog.it/archive/2009/10/25/dove-la-pedagogia-e-inutile.html</link>
<author>noreply@myblog.it (scuola2000)</author>
<category>sfoghi</category>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 11:17:00 +0100</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Si sente spesso dire che in ognuno di noi c'è qualcosa di buono, anche nel bullo che picchia i compagni, e che è compito dell'educatore fare in modo che le doti latenti possano emergere. Ma siamo sicuri che sia possibile? O, addirittura, siamo sicuri che TUTTI possano avere qualcosa di buono nascosto (ma molto nascosto) sotto la dura corazza della viltà e del menefreghismo?&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ce lo chiediamo in relazione ad un fatto descritto su &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200910articoli/48672girata.asp&quot;&gt;La Stampa&lt;/a&gt;. C'è chi gira per le strade sparando a caso tra la folla per puro divertimento. Sono alunni di un istituto torinese. Chissà come mai, una vittima è proprio una professoressa, che si becca prima un colpo alla schiena e poi&amp;nbsp;un pallino sopra un occhio mentre sale sull'autobus. La preside della scuola dice: &quot;Questo è un istituto che fa molto per i ragazzi, anche quelli che provengono da famiglie difficili&quot;. Ecco il ringraziamento: ti sparano per il gusto di farlo. Non è un lavoro, quello dell'insegnante, ma una guerra. E le guerre non si vincono con la bontà.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ai poliziotti che li hanno fermati hanno detto:&quot;«Tanto non potete farci nulla. Ci basta chiamare un avvocato e ce ne torniamo a casa». Cosa ci sarà di buono dentro di loro? Cosa porteranno di buono alla scuola che li ospita?&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E' ora che i buonisti si arrendano di fronte all'evidenza: la scuola non può occuparsi di tutto. O insegna o tiene a bada i delinquanti. Le due cose, insieme, non si possono fare.&lt;/p&gt;
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<title>Il potere non è un valore ma solo un mezzo</title>
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<author>noreply@myblog.it (scuola2000)</author>
<category>opinioni</category>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 21:00:00 +0200</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Segnalo a chi è interessato il libro di Bernhard Bueb &quot;Le nove regole della scuola&quot;, edito da Rizzoli. Attraverso le nove regole, Bueb tratteggia il rapporto ideale che dovrebbe instaurarsi tra maestro e allievo, fatto di scambio e maturazione, dialogo e affetto. Per lui, un insegnante deve avere il coraggio non solo di &lt;i&gt;docere&lt;/i&gt;, ma anche di &lt;b&gt;&lt;i&gt;ducere&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;: ricordando la massima di Max Weber (“Il potere non è un valore ma solo un mezzo”), deve guidare e condurre gli allievi a diventare persone migliori.&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il libro segue l'altro lavoro di Bueb &lt;i&gt;Elogio della disciplina&lt;/i&gt; (2007, 5 edizioni).&lt;/p&gt;
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<title>Il baluardo con le fondamenta di argilla</title>
<link>http://scuola2000.myblog.it/archive/2009/10/11/il-baluardo-con-i-piedi-di-argilla.html</link>
<author>noreply@myblog.it (scuola2000)</author>
<category>sfoghi</category>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 17:11:00 +0200</pubDate>
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&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In un'intervista a &lt;a href=&quot;http://www.milanoweb.com/public/articoli/interviste/libri-e-fumetti/3864-la-scuola-del-professor-carogna.asp&quot;&gt;MilanoWeb&lt;/a&gt;, Gianmarco Perboni, autore del libro &quot;Perle ai porci&quot;, afferma: &quot;Spazio a un po’ di retorica. Gli insegnanti (carogna e no) &lt;strong&gt;sono l’ultimo baluardo su cui si regge la scuola italiana&lt;/strong&gt;. Mi accade spesso di pensare che, se dovessimo lavorare per come veniamo considerati, trattati e retribuiti, potremmo cavarcela entrando in classe, ordinando agli studenti: 'Studiate da pagina 20 a 28' e poi leggendo il giornale per tutta la mattinata. Nessuno di noi, a quanto mi risulta, si comporta in questo modo e quindi diamo un po’ di merito anche alla nostra categoria.&quot;&lt;/p&gt; &lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Allora pretendiamolo, questo merito. Ed evitiamo di piangerci sempre addosso. Finora la nostra categoria non ha praticamente dato segni di vita politica o di opinione e si è sempre addossata i problemi che altri aggiungevano a quelli reali che tutti sopportiamo. Nessuno ha mai protestato, se non quando veniva toccato nello stipendio. Nessuno ha mai preteso pubblicamente più serietà, sentendosi&amp;nbsp;nell'animo&amp;nbsp;a metà strada tra il buonismo pedagogico imperante e la paura di toccare lo &quot;status quo&quot;. Nessuno ha difeso i docenti malmenati o sbeffeggiati&amp;nbsp;a scuola, nemmeno i colleghi. Anzi, li hanno trovati colpevoli. Io dico che agli insegnanti va dato il merito di essere i &quot;baluardi della scuola&quot;, ma ritengo anche che si debbano dare una mossa. Il merito, se non te lo danno, devi fare di tutto per pretenderlo. I baluardi non hanno le fondamenta di argilla.&lt;/p&gt;
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